📌 🧭 Ampiezza complessa: prima della probabilità

Due stati possono mostrare le stesse probabilità e restare fisicamente distinguibili: la fase relativa conserva l’informazione che emerge quando cambia la base di misura. Un’analisi rigorosa di ampiezza complessa, interferenza e spazio di Hilbert.

Terrazza scientifica con una sequenza luminosa a forma di analemma che rende visibile nel cielo una geometria normalmente invisibile.

Autore: Astro Evolution · Creato: 27/07/2026 21:39

🧭 L’ampiezza complessa: la geometria dello stato prima della probabilità

Un’ampiezza complessa non è una probabilità e non è una sostanza che oscilla nello spazio. È una componente dello stato quantistico dotata di modulo e fase, dalla quale il formalismo ricava le probabilità degli esiti osservabili. La distinzione diventa necessaria perché due preparazioni possono produrre le stesse probabilità in una misura e risultati opposti quando cambia la base sperimentale. L’articolo ricostruisce questo passaggio attraverso un esempio a due stati, la regola di Born, i termini d’interferenza e la dinamica unitaria. Distingue ciò che viene registrato dagli apparati, ciò che appartiene al modello matematico e ciò che rimane oggetto d’interpretazione. Affronta infine il problema, ancora teoricamente vivo, della necessità dei numeri complessi nella formulazione della meccanica quantistica.

🧩 Il problema: stesse probabilità, stati fisici differenti

Una distribuzione di probabilità ordinaria assegna a ogni risultato possibile un numero reale compreso tra zero e uno. Se un esperimento ha due esiti, indicati con 0 e 1, la distribuzione può essere descritta, per esempio, da P(0) = 1/2 e P(1) = 1/2. Questa informazione stabilisce le frequenze attese dei due risultati, ma non conserva alcuna relazione ulteriore tra le alternative.

In meccanica quantistica ciò non è sufficiente. Due stati possono attribuire la stessa probabilità agli esiti 0 e 1 e tuttavia non essere lo stesso stato. La differenza può rimanere invisibile finché si utilizza una sola configurazione di misura, per poi diventare osservabile quando le alternative vengono ricombinate o quando si misura in una base differente.

Il punto non consiste nel sostenere che la probabilità ordinaria sia sbagliata. Essa descrive correttamente le frequenze finali. Il suo limite è un altro: una lista di probabilità non contiene l’informazione di fase necessaria a prevedere tutti i possibili esperimenti successivi. La teoria deve quindi conservare, prima della misura, una struttura più ricca della distribuzione che apparirà alla fine.

📐 Modulo e fase: le due componenti dell’ampiezza

Un numero complesso può essere scritto come c = a + ib, dove a e b sono numeri reali e i è definito dalla relazione i² = −1. La stessa quantità può essere rappresentata nella forma c = r e^{iφ}. In questa seconda scrittura, r è il modulo e φ è la fase.

Nella rappresentazione di uno stato quantistico, il modulo quadrato dell’ampiezza contribuisce alla probabilità. Se a un esito è associata l’ampiezza c, la regola di Born assegna a quell’esito una probabilità proporzionale a |c|². Per uno stato normalizzato, la somma dei moduli quadrati di tutte le ampiezze è uguale a uno.

La fase svolge un ruolo differente. Una fase comune moltiplicata per tutte le componenti di uno stato puro isolato, detta fase globale, non modifica le probabilità di alcuna misura ordinaria. La fase relativa fra due componenti, invece, può modificare la distribuzione finale quando quelle componenti vengono confrontate o ricombinate.

Per uno stato a due alternative si può scrivere |ψ⟩ = c₀|0⟩ + c₁|1⟩. Le quantità |c₀|² e |c₁|² determinano le probabilità nella base 0–1. La relazione c₀c₁*, dove l’asterisco indica il complesso coniugato, conserva invece l’informazione di coerenza fra le due componenti. È questa relazione, non visibile nelle sole probabilità diagonali, a rendere possibili gli effetti di interferenza.

🎯 Un esperimento logico: gli stati più e meno

Consideriamo due stati normalizzati:

|+⟩ = (|0⟩ + |1⟩)/√2

|−⟩ = (|0⟩ − |1⟩)/√2

Se entrambi vengono misurati direttamente nella base formata da |0⟩ e |1⟩, producono le medesime probabilità: metà degli eventi corrisponde a 0 e metà a 1, entro le fluttuazioni statistiche. Una descrizione limitata a queste due probabilità li dichiarerebbe indistinguibili.

La differenza è nella fase relativa. Nel primo stato le due ampiezze hanno lo stesso segno; nel secondo differiscono di una fase pari a π. Applicando una trasformazione che ricombina le due componenti, come la trasformazione di Hadamard, la differenza diventa osservabile. Idealmente, lo stato |+⟩ viene trasformato in |0⟩, mentre |−⟩ viene trasformato in |1⟩.

La trasformazione non crea retroattivamente la differenza: rende misurabile una relazione già contenuta nello stato. Lo stesso principio può essere realizzato in un interferometro. Un elemento che modifica la fase in uno dei cammini può spostare la distribuzione fra i rivelatori di uscita anche quando l’intensità associata a ciascun cammino, considerato separatamente, rimane invariata.

Pietra miliare. Il modulo quadrato stabilisce le probabilità in una determinata base, ma non esaurisce lo stato. Due preparazioni con gli stessi moduli possono essere distinte attraverso la fase relativa. L’ampiezza complessa conserva quindi informazione predittiva che una distribuzione classica, presa da sola, non possiede.

🌊 Perché si sommano le ampiezze prima delle probabilità

Supponiamo che uno stesso risultato possa essere raggiunto attraverso due alternative coerenti, A e B. Alla prima è associata l’ampiezza cA; alla seconda l’ampiezza cB. Quando l’apparato non produce alcuna registrazione capace di distinguere le alternative, l’ampiezza complessiva è cA + cB.

La probabilità del risultato è quindi:

P = |cA + cB|² = |cA|² + |cB|² + 2 Re(cA*cB).

I primi due termini corrispondono ai contributi che si otterrebbero considerando separatamente le alternative. Il terzo è il termine d’interferenza. Se cA e cB hanno moduli rA e rB e differenza di fase Δφ, il termine assume la forma 2rArB cos Δφ.

Quando Δφ è vicina a zero, i contributi possono rafforzarsi. Quando è vicina a π, possono attenuarsi o annullarsi. Per fasi intermedie si ottiene una redistribuzione continua delle probabilità. Non viene creata o distrutta probabilità totale: cambia il modo in cui essa si distribuisce fra gli esiti possibili.

Se invece un marcatore, un apparato o l’ambiente conserva informazioni distinguibili sulle alternative, non è più corretto trattare cA e cB come ampiezze appartenenti allo stesso processo indistinguibile. Il termine incrociato viene ridotto o diventa localmente inaccessibile. La perdita delle frange non dipende da una conoscenza mentale, ma dalla struttura fisica delle correlazioni.

⏱️ La dinamica: il ruolo del numero immaginario

I numeri complessi non compaiono soltanto nel calcolo finale dell’interferenza. Entrano nella legge che descrive l’evoluzione temporale dello stato. Nell’equazione di Schrödinger, iℏ moltiplica la derivata temporale dello stato:

iℏ ∂|ψ⟩/∂t = H|ψ⟩.

Per uno stato con energia definita E, l’evoluzione introduce un fattore di fase e^{−iEt/ℏ}. Se tutto lo stato riceve lo stesso fattore, si tratta di una fase globale e non produce, da sola, una differenza osservabile. Quando lo stato contiene componenti con energie differenti, ciascuna accumula fase a una velocità diversa. Dopo un intervallo t, la fase relativa dipende dalla differenza di energia secondo Δφ = ΔE t/ℏ.

Questa relazione collega direttamente energia, tempo e interferenza. Non è confinata agli esperimenti a doppia fenditura. È alla base dell’interferometria di Ramsey, della spettroscopia ad alta precisione, della manipolazione dei qubit e del funzionamento degli orologi atomici. In questi casi non si osserva una fase isolata: si misura l’effetto prodotto dal confronto fra due evoluzioni di fase.

La dinamica quantistica di un sistema chiuso è rappresentata da trasformazioni unitarie. L’unitarietà conserva la norma dello stato e quindi la probabilità totale. Geometricamente, l’evoluzione modifica orientamento e fasi del vettore di stato senza trasformare la somma delle probabilità in un numero diverso da uno.

🧬 Dove vive l’ampiezza

Nel caso più semplice, la funzione d’onda ψ(x,t) associa un’ampiezza complessa alle possibili posizioni di una particella. Questo può suggerire l’immagine di un fluido materiale distribuito nello spazio, ma l’analogia diventa insufficiente appena si considerano più particelle o gradi di libertà interni.

Per N particelle, la funzione d’onda può dipendere congiuntamente dalle coordinate r₁, r₂, fino a rN. Trascurando lo spin, il suo dominio è uno spazio delle configurazioni con 3N coordinate. L’ampiezza non è quindi necessariamente un campo ordinario collocato punto per punto nello spazio tridimensionale. Essa assegna valori alle configurazioni possibili del sistema complessivo.

Quando lo stato è entangled, l’ampiezza congiunta non può essere separata nel prodotto di uno stato della parte A e di uno stato della parte B. Le probabilità locali possono apparire prive di struttura, mentre le misure congiunte rivelano correlazioni dipendenti dalle fasi. In questo senso, la fase può appartenere alla relazione fra sistemi e non a una proprietà localmente leggibile di ciascuna parte.

Questa generalizzazione chiarisce perché l’espressione “onda di probabilità” debba essere usata con cautela. L’ampiezza può evolvere secondo equazioni ondulatorie e produrre interferenza, ma non coincide automaticamente con una densità materiale che oscilla nello spazio quotidiano.

Pietra miliare. L’ampiezza è associata alle alternative definite dal modello: posizioni, spin, livelli energetici o configurazioni congiunte. L’esperimento registra esiti; il formalismo conserva modulo, fase e correlazioni sufficienti a prevederne le distribuzioni in basi differenti.

🧱 Fatti, modello e interpretazioni

Fatti accertati. Esperimenti interferometrici mostrano che variazioni controllate della fase relativa modificano distribuzioni osservabili. Preparazioni indistinguibili in una base possono essere distinte effettuando misure in un’altra base. Le frequenze registrate sono compatibili, entro le precisioni sperimentali raggiunte, con la combinazione delle ampiezze e con la regola di Born.

La tomografia quantistica ricostruisce lo stato o la matrice densità utilizzando molte copie preparate nello stesso modo e misure effettuate in basi differenti. Non fotografa direttamente una singola ampiezza complessa: stima l’insieme di parametri necessario a riprodurre le statistiche osservate.

Modello standard. Gli stati sono rappresentati in spazi di Hilbert complessi; le trasformazioni reversibili dei sistemi chiusi sono unitarie; le misure sono rappresentate da operatori; la regola di Born collega stato ed esiti. Questo quadro non è una semplice descrizione verbale: produce previsioni quantitative controllabili.

Interpretazioni. Il formalismo non stabilisce da solo se lo stato quantistico sia un’entità fisica, una struttura relazionale, un catalogo di aspettative o la rappresentazione incompleta di una dinamica più profonda. Interpretazioni differenti possono condividere le stesse ampiezze e le stesse previsioni. Quando non producono conseguenze sperimentali diverse, i dati disponibili non possono selezionarne una in modo conclusivo.

🔬 Tesi falsificabile e criterio di controllo

Tesi falsificabile. Due preparazioni che possiedono gli stessi moduli delle ampiezze nella base 0–1, ma una fase relativa controllata differente, devono produrre distribuzioni differenti in almeno una base capace di ricombinarne coerentemente le componenti.

Nel caso degli stati |+⟩ e |−⟩, entrambi devono dare probabilità 1/2 e 1/2 nella base 0–1, ma devono essere distinti idealmente senza ambiguità nella base più–meno, oppure dopo una trasformazione di Hadamard seguita dalla misura 0–1.

Criterio di falsificazione. Se preparazioni con fasi relative differenti producessero sistematicamente le stesse distribuzioni in tutte le basi complementari, dopo aver escluso decoerenza, errori di preparazione, deriva di fase e limiti del rivelatore, la descrizione mediante ampiezze coerenti sarebbe falsa o incompleta nel dominio sperimentale esaminato.

Un singolo risultato anomalo non sarebbe sufficiente. La falsificazione richiederebbe una deviazione riproducibile, statisticamente incompatibile con il modello e non spiegabile attraverso imperfezioni già comprese. Il criterio riguarda quindi una classe controllata di esperimenti, non un evento isolato.

⚖️ I numeri complessi sono fondamentali o sostituibili?

Nella formulazione standard della meccanica quantistica, lo spazio di Hilbert è complesso. Per un singolo sistema, tuttavia, una descrizione complessa può spesso essere simulata mediante una rappresentazione reale più grande, introducendo gradi di libertà supplementari. Questo impedisce di concludere, da un semplice esperimento a una particella, che i numeri complessi siano l’unica rappresentazione matematica possibile.

Renou e collaboratori, in un lavoro pubblicato su Nature nel 2021, mostrarono che una teoria quantistica reale che conservi determinati postulati standard sulla composizione dei sistemi produce previsioni differenti dalla teoria complessa in reti con sorgenti indipendenti. La distinzione non emerge dal carattere “immaginario” di una singola ampiezza, ma dalla compatibilità fra composizione tensoriale, indipendenza delle preparazioni e correlazioni multipartite.

Un esperimento pubblicato su Physical Review Letters nel 2022, intitolato “Experimental Refutation of Real-Valued Quantum Mechanics under Strict Locality Conditions”, utilizzò due sorgenti fotoniche indipendenti e riportò una violazione del limite previsto dalla teoria reale considerata pari a 5,30 deviazioni standard. Il risultato dipendeva dalla fair-sampling assumption, mentre furono affrontate simultaneamente le condizioni di indipendenza delle sorgenti, località e indipendenza delle scelte di misura.

La conclusione deve però essere formulata con precisione. Nel 2026 Barrios Hita, Trushechkin, Kampermann, Epping e Bruß hanno presentato su Physical Review Letters una formulazione reale che modifica il postulato relativo ai sistemi composti e riproduce le previsioni degli esperimenti multipartiti. Questo lavoro non smentisce i dati del 2022: mostra che quei dati escludono una specifica famiglia di teorie reali, definita anche dalle sue regole di composizione, non ogni riformulazione concepibile basata su numeri reali.

Interpretazione critica. L’esperimento può stabilire quali strutture matematiche siano compatibili con un insieme dichiarato di postulati. Non può dimostrare che i numeri complessi “esistano” come oggetti materiali. Il loro statuto dipende dal rapporto fra potere predittivo, economia della rappresentazione e principi scelti per descrivere la composizione dei sistemi.

🌐 Implicazioni e connessioni interdisciplinari

  • Informazione quantistica. Le porte di fase modificano le relazioni fra ampiezze senza cambiare immediatamente le probabilità nella base computazionale. Gli algoritmi quantistici sfruttano trasformazioni che fanno interferire tali ampiezze, amplificando alcuni esiti e sopprimendone altri. Non consentono di leggere simultaneamente tutte le componenti dello stato: la misura restituisce comunque un esito distribuito secondo la regola di Born.
  • Metrologia e orologi atomici. Una differenza di energia produce un’accumulazione di fase relativa. Confrontare la fase dopo un tempo controllato permette di stimare frequenze, campi, accelerazioni e intervalli temporali con elevata sensibilità.
  • Chimica quantistica. Segno e fase dei coefficienti orbitali contribuiscono a stabilire se due contributi elettronici si combinino in modo legante o antilegante. La densità elettronica da sola non conserva necessariamente tutta l’informazione sullo stato.
  • Analisi di Fourier. Posizione e quantità di moto sono rappresentazioni differenti dello stesso stato, collegate da una trasformazione di Fourier. La fase persa in una rappresentazione di sola intensità può riapparire nella distribuzione della variabile coniugata.
  • Teoria dei sistemi e controllo. Le trasformazioni unitarie sono operazioni geometriche vincolate dalla conservazione della norma. Preparare e controllare uno stato significa governare non soltanto popolazioni, ma anche coerenze e fasi relative.
  • Filosofia della scienza. Il caso dei numeri complessi mostra che una scelta matematica può essere simultaneamente rappresentativa e sottoposta a vincoli empirici. Chiedere se sia “reale” senza specificare postulati, procedure di misura e alternative teoriche produce una domanda troppo indeterminata per ricevere una risposta sperimentale unica.

⚠️ Limiti, incertezze, domande aperte

La fase globale di uno stato puro chiuso non è direttamente osservabile. Parlare genericamente della “fase della particella” senza precisare quale relazione venga confrontata può quindi essere fuorviante. Nei sistemi con campi di gauge, potenziali elettromagnetici e trasformazioni locali, il problema assume una struttura più articolata che non viene sviluppata qui.

La funzione d’onda non esaurisce tutti gli strumenti della teoria. Stati misti, sistemi aperti e preparazioni incomplete richiedono matrici densità; i processi generali richiedono mappe quantistiche; la teoria quantistica dei campi non tratta il numero di particelle come necessariamente fisso.

La tomografia ricostruisce uno stato da un insieme di misure e assunzioni sulla preparazione. Non misura simultaneamente tutte le ampiezze di un singolo sistema e non elimina gli errori di modello, calibrazione o selezione dei dati.

Il ruolo dei numeri complessi dipende dai postulati adottati. Gli esperimenti del 2022 pongono vincoli forti a una classe di teorie reali con composizione standard, mentre il risultato teorico del 2026 mostra che modificando la regola dei sistemi composti è possibile recuperare le previsioni note. Rimane quindi aperta la questione filosofica se la struttura complessa debba essere considerata fondamentale oppure la rappresentazione più naturale di relazioni esprimibili anche diversamente.

Non è inoltre stabilito dal solo formalismo che cosa lo stato rappresenti ontologicamente tra preparazione e misura. Il successo delle ampiezze complesse dimostra la loro efficacia predittiva; non seleziona automaticamente un’interpretazione della meccanica quantistica.

🧾 Sintesi finale

L’ampiezza complessa occupa il livello intermedio fra preparazione ed esito. Non è il punto registrato sul rivelatore e non è ancora la probabilità di quel punto. È la componente di uno stato che conserva modulo, fase e relazioni con le altre alternative.

Il modulo quadrato determina le probabilità in una base specifica. La fase relativa stabilisce come le alternative si ricombinano e diventa osservabile attraverso interferenza, trasformazioni di base e correlazioni. Due stati statisticamente identici rispetto a una misura possono quindi essere fisicamente distinguibili rispetto a un’altra.

La struttura complessa rende naturale l’evoluzione unitaria, l’accumulazione continua della fase e la composizione delle ampiezze. Gli esperimenti ne confermano le conseguenze con grande precisione. La domanda se i numeri complessi siano ontologicamente fondamentali, tuttavia, non coincide con la verifica del formalismo standard: dipende anche dai principi ammessi per rappresentare sistemi indipendenti e composti.

Il risultato razionale è circoscritto. Le probabilità osservate non contengono da sole tutta l’informazione predittiva dello stato. Per prevedere ciò che accade quando cambiano la base, il tempo di evoluzione o la possibilità di interferire, la teoria deve conservare una geometria ulteriore. Nella meccanica quantistica standard, quella geometria è complessa.


Laboratorio interattivo · sistema a due stati

La fase invisibile diventa misurabile

Lo stato mantiene le stesse probabilità nella base Z, ma la fase relativa cambia gli esiti quando le ampiezze vengono ricombinate nella base X. Sposta il controllo e confronta le due misure.

φ⟩ = (|0⟩ + e|1⟩) / √2 Le due ampiezze hanno sempre modulo 1/√2; varia soltanto la loro fase relativa.

1. Prepara lo stato

120° · 2π/3

Il controllo modifica la fase di e, non il modulo delle due ampiezze.

Ciò che non cambia |c0|² = |c1|² = 0,50

2. Osserva il fattore di fase di |1⟩

Diagramma del fattore di fase complesso Una freccia di modulo unitario ruota nel piano complesso al variare della fase relativa. Re Im 1 −1 φ
e = −0,500 + 0,866i

La freccia rappresenta il fattore e; l’ampiezza completa di |1⟩ è e/√2. Non descrive una traiettoria della particella nello spazio.

Confronto sperimentale

3. Misura lo stesso stato in due basi

Le barre riportano probabilità teoriche, non singoli eventi di misura.

Base Z
La fase resta invisibile
P(0)=P(1)=1/2
Esito |0⟩50,0%
Esito |1⟩50,0%
Base X
La fase diventa probabilità
P(+)=(1+cosφ)/2
Esito |+⟩ 25,0%
Esito |−⟩ 75,0%
In base Z le due preparazioni restano indistinguibili. In base X, con φ = 120°, l’interferenza porta P(+) al 25,0% e P(−) al 75,0%.

Bibliografia

  • Titolo
    Introduction to Quantum Mechanics
    Autore
    David J. Griffiths; Darrell F. Schroeter
    Editore
    Cambridge University Press, 3rd edition
    Anno
    2018
    ISBN
    9781107189638
    Nota
    Manuale universitario
  • Titolo
    Modern Quantum Mechanics
    Autore
    J. J. Sakurai; Jim Napolitano
    Editore
    Cambridge University Press, 3rd edition
    Anno
    2020
    ISBN
    9781108473224
    Nota
    Manuale avanzato
  • Titolo
    The Feynman Lectures on Physics, Vol. III: The New Millennium Edition: Quantum Mechanics
    Autore
    Richard P. Feynman; Robert B. Leighton; Matthew Sands
    Editore
    Basic Books
    Anno
    2011
    ISBN
    9780465025015
    Nota
    Opera originariamente pubblicata nel 1965; ISBN-13 riferito alla New Millennium Edition in brossura del 2011.
  • Titolo
    Zur Quantenmechanik der Stoßvorgänge
    Autore
    Max Born
    Editore
    Zeitschrift für Physik, vol. 37, pp. 863–867
    Anno
    1926
    Nota
    Articolo scientifico. DOI: 10.1007/BF01397477

Glossario

Ampiezza complessa
Numero complesso associato a una componente dello stato o a un possibile esito. Il modulo e la fase conservano l’informazione necessaria per calcolare probabilità e interferenze.
Non è una probabilità: la probabilità deriva dal suo modulo quadrato.
Base di misura
Insieme di stati ortonormali rispetto ai quali si esprimono le componenti dello stato e si definiscono gli esiti di una misura proiettiva.
Cambiare base può rendere osservabili differenze di fase invisibili nella base iniziale.
Coerenza quantistica
Presenza di relazioni di fase definite tra componenti di uno stato. Nella matrice densità è associata, rispetto a una base scelta, agli elementi fuori diagonale.
L’interazione incontrollata con l’ambiente può ridurla attraverso la decoerenza.
Dualità onda-particella
Espressione storica per indicare che i sistemi quantistici possono produrre distribuzioni interferenziali e, nello stesso esperimento, singoli eventi localizzati di rivelazione.
Non implica che l’oggetto alterni due identità classiche indipendenti dall’apparato sperimentale.
Fase globale
Fattore di fase comune moltiplicato per tutte le componenti di uno stato puro. Non cambia le probabilità di misura né le relazioni interne tra le ampiezze.
Per un sistema puro isolato non costituisce da sola un osservabile.
Fase relativa
Differenza tra le fasi di due ampiezze. Modifica il modo in cui i contributi si sommano e può produrre interferenza costruttiva o distruttiva.
È accessibile indirettamente mediante confronti interferometrici o cambi di base.
Funzione d’onda
Rappresentazione dello stato quantistico nella base di posizione, indicata di solito con ψ(x,t). Il suo modulo quadrato fornisce la densità di probabilità di posizione secondo la regola di Born.
Non coincide con un’onda materiale classica e dipende dalla rappresentazione scelta.
Interferenza quantistica
Variazione delle probabilità causata dai termini incrociati che compaiono quando ampiezze coerenti vengono sommate prima di applicare il modulo quadrato.
Richiede alternative non distinguibili e una relazione di fase sufficientemente conservata.
Modulo quadrato
Per un’ampiezza c, la quantità |c|² è reale e non negativa. In uno stato normalizzato determina il peso probabilistico dell’esito corrispondente.
Può rappresentare una probabilità discreta o una densità di probabilità, secondo il contesto.
Regola di Born
Regola che collega il formalismo agli esiti osservabili: la probabilità di un risultato è il modulo quadrato della proiezione dello stato sullo stato associato a quell’esito.
Per stati misti e misure generali si esprime mediante matrice densità e operatori di misura.
Sovrapposizione quantistica
Combinazione lineare di stati ammessi che costituisce a sua volta uno stato possibile. I coefficienti complessi stabiliscono pesi e fasi delle componenti.
Non equivale automaticamente a una miscela statistica classica ed è relativa alla base scelta.
Spazio di Hilbert
Spazio vettoriale completo dotato di prodotto interno nel quale sono rappresentati gli stati quantistici. Nella formulazione standard è uno spazio complesso.
Gli stati puri fisici corrispondono a raggi, cioè vettori equivalenti a meno di una fase globale.

Fonti web

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Autore: Astro Evolution · Creato: 27/07/2026 21:39 · Ultima modifica: 27/07/2026 23:06