Grafo del sottoalbero
Grafo 5W: Crisi della fisica classica e nascita del quanto
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Quando · Perché
Alla fine dell’Ottocento e nel 1900, davanti alla divergenza prevista alle alte frequenze ↔ Per eliminare la previsione di energia infinita e spiegare lo spettro finito osservato
Articoli che sostengono il legame
Quando · Perché
A temperatura fissata, soprattutto alle alte frequenze, dove il costo hν supera la scala termica kT. ↔ Per distinguere modi possibili e stati realmente popolati e spiegare perché lo spettro non diverge nell’ultravioletto.
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Come · Dove
Confrontando corpo nero, fotoeffetto, spettri atomici e calori specifici con modelli classici e quantistici ↔ Nel dominio microscopico, nei laboratori di spettroscopia e nella fisica della materia
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Come · Dove
Confrontando la legge classica di Rayleigh-Jeans con lo spettro misurato e quantizzando gli scambi energetici in hν ↔ Negli esperimenti di corpo nero, nelle cavità radianti e nelle applicazioni astrofisiche e metrologiche
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Come · Dove
Confrontando le previsioni classiche con corpo nero, fotoeffetto, spettri atomici, diffrazione elettronica e limiti della misura ↔ Nei laboratori di spettroscopia, radiazione e fisica quantistica e nei sistemi microscopici
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Come · Dove
Confrontando le previsioni classiche con corpo nero, fotoeffetto e spettri atomici e riformulando stato e misura ↔ Nei laboratori di fisica della radiazione e della materia e nel dominio microscopico
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Come · Dove
Confrontando lo spettro di corpo nero con i modelli e introducendo scambi energetici discreti regolati dalla costante h ↔ Negli studi sulla radiazione di corpo nero e nei laboratori che fondarono la nascente fisica quantistica
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Come · Dove
Confrontando previsioni classiche con corpo nero, fotoeffetto, spettri atomici e capacità termica dei solidi ↔ Nei laboratori di spettroscopia e fisica atomica e nei regimi microscopici della materia
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Come · Dove
Confrontando previsioni classiche con corpo nero, spettri atomici, fotoeffetto e diffrazione, quindi introducendo quanti e probabilità ↔ Nei laboratori di radiazione termica, spettroscopia, fotoeffetto e diffrazione e nei sistemi microscopici
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Quando · Perché
Dal 1900 con Planck, 1905 con Einstein, 1913 con Bohr e 1925-1927 con la formulazione della meccanica quantistica. ↔ Perché la discrezione necessaria in fenomeni indipendenti mostrò che il quanto era un principio fisico generale, non un espediente locale.
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Quando · Perché
Dalla legge proposta da Einstein nel 1905 alla verifica quantitativa di Millikan pubblicata nel 1916. ↔ Per misurare l’energia del singolo quanto e falsificare la previsione classica di uno scambio energetico continuo.
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Chi · Come
Fisici, radiazione, atomi e solidi nei quali continuo e discreto producono previsioni diverse ↔ Confrontando corpo nero, fotoeffetto, spettri atomici e calori specifici con modelli classici e quantistici
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Chi · Come
Fisici classici e quantistici, materia, radiazione e fenomeni microscopici che sfidano il determinismo newtoniano ↔ Confrontando previsioni classiche con corpo nero, fotoeffetto, spettri atomici e capacità termica dei solidi
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Chi · Come
Fisici classici e quantistici, radiazione, atomi, elettroni e apparati di misura del dominio microscopico ↔ Confrontando le previsioni classiche con corpo nero, fotoeffetto, spettri atomici, diffrazione elettronica e limiti della misura
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Chi · Come
Fisici classici e quantistici, radiazione, atomi, elettroni e apparati sperimentali del microdominio ↔ Confrontando previsioni classiche con corpo nero, spettri atomici, fotoeffetto e diffrazione, quindi introducendo quanti e probabilità
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Chi · Come
Fisici classici e quantistici, radiazione, materia e apparati sperimentali del microdominio ↔ Confrontando le previsioni classiche con corpo nero, fotoeffetto e spettri atomici e riformulando stato e misura
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Chi · Come
Fotoni, elettroni emessi dai metalli e sperimentatori come Einstein e Robert Millikan. ↔ Illuminando un metallo a frequenze diverse e applicando una tensione opposta finché la fotocorrente si annulla, ricavando l’energia massima.
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Chi · Come
Fotoni incidenti ed elettroni legati alla superficie di un metallo. ↔ Un fotone con energia hν supera la funzione lavoro ed espelle un elettrone; la frequenza determina l’energia e l’intensità il numero di eventi.
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Chi · Come
Fotoni incidenti ed elettroni legati alla superficie di un metallo. ↔ Un fotone trasferisce un quanto di energia; se supera la funzione lavoro, l’elettrone viene emesso.
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Chi · Come
I fotoni del campo elettromagnetico, gli elettroni dei materiali e gli apparati di rivelazione. ↔ Un fotone con energia hν superiore alla funzione lavoro viene assorbito ed espelle un elettrone, generando un segnale misurabile.
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Chi · Come
I fotoni incidenti, gli elettroni di un metallo e il materiale con la propria funzione lavoro. ↔ La frequenza stabilisce l’energia del singolo fotone, mentre l’intensità aumenta soltanto il numero di fotoni e di eventi possibili.
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Come · Dove
Illuminando un metallo a frequenze diverse e applicando una tensione opposta finché la fotocorrente si annulla, ricavando l’energia massima. ↔ In una cella fotoelettrica da laboratorio con elettrodi, sorgente luminosa, voltmetro e amperometro.
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Come · Dove
Il quanto passa da soluzione del corpo nero a spiegazione della luce, degli stati atomici e infine a formalismo generale di stati e osservabili. ↔ Nella radiazione termica, nell’effetto fotoelettrico, negli atomi, negli spettri e nella teoria quantistica.
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Come · Dove
Il rapporto hν/kT confronta il costo quantistico del modo con l’energia termica: per hν molto maggiore di kT l’occupazione è soppressa. ↔ Nelle cavità di corpo nero e, per estensione, in sorgenti termiche e modi vibrazionali dei solidi.
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Chi · Come
I modi elettromagnetici di una cavità termica e i quanti che possono occuparli. ↔ Il rapporto hν/kT confronta il costo quantistico del modo con l’energia termica: per hν molto maggiore di kT l’occupazione è soppressa.
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Quando · Perché
In equilibrio termico; dalla legge di Planck del 1900 fino alla moderna definizione metrologica di h. ↔ Per ottenere uno standard universale dello spettro termico, imporre la quantizzazione e calibrare misure riproducibili.
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Come · Dove
Interagendo con il sistema, scegliendo osservabile e base di misura e registrando esiti probabilistici riproducibili ↔ Nei laboratori quantistici, dagli esperimenti Stern-Gerlach e a doppia fenditura ai dispositivi criogenici
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Dove · Quando
In una cella fotoelettrica da laboratorio con elettrodi, sorgente luminosa, voltmetro e amperometro. ↔ Dalla legge proposta da Einstein nel 1905 alla verifica quantitativa di Millikan pubblicata nel 1916.
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Chi · Come
La cavità di corpo nero, i fisici sperimentali e i metrologi che misurano la radiazione termica. ↔ Un piccolo foro intrappola la radiazione nella cavità; spettrometri e radiometri misurano e calibrano la radianza in funzione della temperatura.
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Come · Dove
La frequenza stabilisce l’energia del singolo fotone, mentre l’intensità aumenta soltanto il numero di fotoni e di eventi possibili. ↔ Su superfici metalliche illuminate in esperimenti fotoelettrici controllati.
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Chi · Come
Max Planck, Einstein, Bohr, Heisenberg, Schrödinger, Born, Dirac e la comunità della fisica del primo Novecento. ↔ Il quanto passa da soluzione del corpo nero a spiegazione della luce, degli stati atomici e infine a formalismo generale di stati e osservabili.
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Chi · Come
Max Planck, i fisici della radiazione termica e gli oscillatori materiali che scambiano energia ↔ Confrontando lo spettro di corpo nero con i modelli e introducendo scambi energetici discreti regolati dalla costante h
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Chi · Come
Max Planck, i fisici della radiazione termica e i modi elettromagnetici di una cavità ↔ Confrontando la legge classica di Rayleigh-Jeans con lo spettro misurato e quantizzando gli scambi energetici in hν
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Quando · Perché
Negli esperimenti che fondarono la meccanica quantistica all’inizio del Novecento. ↔ Perché soglia e dipendenza dalla frequenza falsificarono il trasferimento energetico puramente continuo previsto dall’onda classica.
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Dove · Quando
Negli esperimenti di corpo nero, nelle cavità radianti e nelle applicazioni astrofisiche e metrologiche ↔ Alla fine dell’Ottocento e nel 1900, davanti alla divergenza prevista alle alte frequenze
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Dove · Quando
Negli studi sulla radiazione di corpo nero e nei laboratori che fondarono la nascente fisica quantistica ↔ Tra la fine dell’Ottocento e il 1900-1901, quando i dati smentirono la descrizione classica continua
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Dove · Quando
Nei laboratori di fisica della radiazione e della materia e nel dominio microscopico ↔ Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando anomalie indipendenti convergono
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Dove · Quando
Nei laboratori di radiazione termica, spettroscopia, fotoeffetto e diffrazione e nei sistemi microscopici ↔ Tra la fine dell’Ottocento e il 1927, da Planck ed Einstein alla formulazione della meccanica quantistica
Articoli che sostengono il legame
Dove · Quando
Nei laboratori di spettroscopia, radiazione e fisica quantistica e nei sistemi microscopici ↔ Tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento, durante la crisi e la riformulazione della fisica classica
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Dove · Quando
Nei laboratori di spettroscopia e fisica atomica e nei regimi microscopici della materia ↔ Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, durante la crisi del paradigma classico
Articoli che sostengono il legame
Dove · Quando
Nei laboratori di termometria e radiometria, con applicazioni al Sole, alla termografia e agli standard di misura. ↔ In equilibrio termico; dalla legge di Planck del 1900 fino alla moderna definizione metrologica di h.
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Dove · Quando
Nei laboratori quantistici, dagli esperimenti Stern-Gerlach e a doppia fenditura ai dispositivi criogenici ↔ Ogni volta che una proprietà microscopica viene resa misurabile mediante un apparato definito
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Dove · Quando
Nei sistemi microscopici, negli esperimenti quantistici e nelle applicazioni di metrologia, chimica ed elettronica. ↔ Quando l’azione caratteristica è confrontabile con ℏ; per azioni molto maggiori emerge il limite classico.
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Dove · Quando
Nel dominio microscopico, nei laboratori di spettroscopia e nella fisica della materia ↔ Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, durante la crisi della fisica classica
Articoli che sostengono il legame
Dove · Quando
Nella radiazione termica, nell’effetto fotoelettrico, negli atomi, negli spettri e nella teoria quantistica. ↔ Dal 1900 con Planck, 1905 con Einstein, 1913 con Bohr e 1925-1927 con la formulazione della meccanica quantistica.
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Dove · Quando
Nelle cavità di corpo nero e, per estensione, in sorgenti termiche e modi vibrazionali dei solidi. ↔ A temperatura fissata, soprattutto alle alte frequenze, dove il costo hν supera la scala termica kT.
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Quando · Perché
Ogni volta che una proprietà microscopica viene resa misurabile mediante un apparato definito ↔ Perché la misura non è lettura passiva: le condizioni sperimentali determinano quali esiti possano essere registrati
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Quando · Perché
Quando hν raggiunge o supera la funzione lavoro; sotto soglia, più intensità non provoca l’emissione ordinaria. ↔ Per distinguere energia e intensità e dimostrare il carattere quantizzato dello scambio luce-materia.
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Quando · Perché
Quando la frequenza della luce supera la soglia del materiale; il modello fu proposto da Einstein nel 1905 e verificato da Millikan. ↔ Per spiegare soglia ed energia dei fotoelettroni, incompatibili con un trasferimento energetico puramente continuo.
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Quando · Perché
Quando la luce raggiunge la frequenza di soglia propria del materiale, indipendentemente dalla sola intensità. ↔ Per mostrare che l’interazione luce-materia richiede scambi energetici discreti e supera la descrizione ondulatoria classica.
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Quando · Perché
Quando l’azione caratteristica è confrontabile con ℏ; per azioni molto maggiori emerge il limite classico. ↔ Per definire la scala fisica della non-classicità e comprendere quando il formalismo classico non è più sufficiente.
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Chi · Come
Sistemi quantistici come fotoni, elettroni, atomi e spin, insieme ai fisici che ne hanno costruito la teoria. ↔ ℏ collega azione e fase nelle relazioni E=ℏω e p=ℏk, nei commutatori, nell’indeterminazione e nel momento angolare.
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Chi · Come
Sistemi quantistici microscopici, apparati di misura e osservatori intesi come contesti sperimentali ↔ Interagendo con il sistema, scegliendo osservabile e base di misura e registrando esiti probabilistici riproducibili
Articoli che sostengono il legame
Dove · Quando
Sulla superficie di metalli e nei rivelatori fotoelettrici di laboratorio. ↔ Quando la frequenza della luce supera la soglia del materiale; il modello fu proposto da Einstein nel 1905 e verificato da Millikan.
Articoli che sostengono il legame
Dove · Quando
Sulle superfici metalliche illuminate e negli apparati fotoelettrici. ↔ Quando la luce raggiunge la frequenza di soglia propria del materiale, indipendentemente dalla sola intensità.
Articoli che sostengono il legame
Dove · Quando
Su superfici metalliche illuminate in apparati fotoelettrici controllati. ↔ Negli esperimenti che fondarono la meccanica quantistica all’inizio del Novecento.
Articoli che sostengono il legame
Dove · Quando
Su superfici metalliche illuminate in esperimenti fotoelettrici controllati. ↔ Quando hν raggiunge o supera la funzione lavoro; sotto soglia, più intensità non provoca l’emissione ordinaria.
Articoli che sostengono il legame
Quando · Perché
Tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento, durante la crisi e la riformulazione della fisica classica ↔ Per mostrare che la fisica classica resta efficace nel suo dominio ma non è universale e richiede una nuova architettura quantistica
Articoli che sostengono il legame
Quando · Perché
Tra la fine dell’Ottocento e il 1900-1901, quando i dati smentirono la descrizione classica continua ↔ Per spiegare lo spettro termico finito e porre un limite verificabile alla continuità dell’energia
Articoli che sostengono il legame
Quando · Perché
Tra la fine dell’Ottocento e il 1927, da Planck ed Einstein alla formulazione della meccanica quantistica ↔ Perché continuità e determinismo classici non spiegavano i dati e richiedevano una nuova descrizione quantistica
Articoli che sostengono il legame
Quando · Perché
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, durante la crisi della fisica classica ↔ Per stabilire dove il continuo resta una buona approssimazione e dove soglie e livelli richiedono la quantizzazione
Articoli che sostengono il legame
Quando · Perché
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando anomalie indipendenti convergono ↔ Perché le categorie classiche producono risultati qualitativamente errati e richiedono una struttura quantistica
Articoli che sostengono il legame
Quando · Perché
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, durante la crisi del paradigma classico ↔ Per delimitare il dominio della fisica classica e spiegare soglie, livelli e scambi energetici discreti
Articoli che sostengono il legame
Come · Dove
Un fotone con energia hν supera la funzione lavoro ed espelle un elettrone; la frequenza determina l’energia e l’intensità il numero di eventi. ↔ Su superfici metalliche illuminate in apparati fotoelettrici controllati.
Articoli che sostengono il legame
Come · Dove
Un fotone con energia hν superiore alla funzione lavoro viene assorbito ed espelle un elettrone, generando un segnale misurabile. ↔ Sulla superficie di metalli e nei rivelatori fotoelettrici di laboratorio.
Articoli che sostengono il legame
Come · Dove
Un fotone trasferisce un quanto di energia; se supera la funzione lavoro, l’elettrone viene emesso. ↔ Sulle superfici metalliche illuminate e negli apparati fotoelettrici.
Articoli che sostengono il legame
Come · Dove
Un piccolo foro intrappola la radiazione nella cavità; spettrometri e radiometri misurano e calibrano la radianza in funzione della temperatura. ↔ Nei laboratori di termometria e radiometria, con applicazioni al Sole, alla termografia e agli standard di misura.
Articoli che sostengono il legame
Come · Dove
ℏ collega azione e fase nelle relazioni E=ℏω e p=ℏk, nei commutatori, nell’indeterminazione e nel momento angolare. ↔ Nei sistemi microscopici, negli esperimenti quantistici e nelle applicazioni di metrologia, chimica ed elettronica.
Articoli che sostengono il legame
Chi
16- Fotoni incidenti ed elettroni legati alla superficie di un metallo. 2 occorrenze · 2 articoli
- Fisici, radiazione, atomi e solidi nei quali continuo e discreto producono previsioni diverse 1 occorrenze · 1 articoli
- Fisici classici e quantistici, materia, radiazione e fenomeni microscopici che sfidano il determinismo newtoniano 1 occorrenze · 1 articoli
- Fisici classici e quantistici, radiazione, atomi, elettroni e apparati di misura del dominio microscopico 1 occorrenze · 1 articoli
- Fisici classici e quantistici, radiazione, atomi, elettroni e apparati sperimentali del microdominio 1 occorrenze · 1 articoli
- Fisici classici e quantistici, radiazione, materia e apparati sperimentali del microdominio 1 occorrenze · 1 articoli
- Fotoni, elettroni emessi dai metalli e sperimentatori come Einstein e Robert Millikan. 1 occorrenze · 1 articoli
- I fotoni del campo elettromagnetico, gli elettroni dei materiali e gli apparati di rivelazione. 1 occorrenze · 1 articoli
- I fotoni incidenti, gli elettroni di un metallo e il materiale con la propria funzione lavoro. 1 occorrenze · 1 articoli
- I modi elettromagnetici di una cavità termica e i quanti che possono occuparli. 1 occorrenze · 1 articoli
- La cavità di corpo nero, i fisici sperimentali e i metrologi che misurano la radiazione termica. 1 occorrenze · 1 articoli
- Max Planck, Einstein, Bohr, Heisenberg, Schrödinger, Born, Dirac e la comunità della fisica del primo Novecento. 1 occorrenze · 1 articoli
- Max Planck, i fisici della radiazione termica e gli oscillatori materiali che scambiano energia 1 occorrenze · 1 articoli
- Max Planck, i fisici della radiazione termica e i modi elettromagnetici di una cavità 1 occorrenze · 1 articoli
- Sistemi quantistici come fotoni, elettroni, atomi e spin, insieme ai fisici che ne hanno costruito la teoria. 1 occorrenze · 1 articoli
- Sistemi quantistici microscopici, apparati di misura e osservatori intesi come contesti sperimentali 1 occorrenze · 1 articoli
Come
17- Confrontando corpo nero, fotoeffetto, spettri atomici e calori specifici con modelli classici e quantistici 1 occorrenze · 1 articoli
- Confrontando la legge classica di Rayleigh-Jeans con lo spettro misurato e quantizzando gli scambi energetici in hν 1 occorrenze · 1 articoli
- Confrontando le previsioni classiche con corpo nero, fotoeffetto, spettri atomici, diffrazione elettronica e limiti della misura 1 occorrenze · 1 articoli
- Confrontando le previsioni classiche con corpo nero, fotoeffetto e spettri atomici e riformulando stato e misura 1 occorrenze · 1 articoli
- Confrontando lo spettro di corpo nero con i modelli e introducendo scambi energetici discreti regolati dalla costante h 1 occorrenze · 1 articoli
- Confrontando previsioni classiche con corpo nero, fotoeffetto, spettri atomici e capacità termica dei solidi 1 occorrenze · 1 articoli
- Confrontando previsioni classiche con corpo nero, spettri atomici, fotoeffetto e diffrazione, quindi introducendo quanti e probabilità 1 occorrenze · 1 articoli
- Illuminando un metallo a frequenze diverse e applicando una tensione opposta finché la fotocorrente si annulla, ricavando l’energia massima. 1 occorrenze · 1 articoli
- Il quanto passa da soluzione del corpo nero a spiegazione della luce, degli stati atomici e infine a formalismo generale di stati e osservabili. 1 occorrenze · 1 articoli
- Il rapporto hν/kT confronta il costo quantistico del modo con l’energia termica: per hν molto maggiore di kT l’occupazione è soppressa. 1 occorrenze · 1 articoli
- Interagendo con il sistema, scegliendo osservabile e base di misura e registrando esiti probabilistici riproducibili 1 occorrenze · 1 articoli
- La frequenza stabilisce l’energia del singolo fotone, mentre l’intensità aumenta soltanto il numero di fotoni e di eventi possibili. 1 occorrenze · 1 articoli
- Un fotone con energia hν supera la funzione lavoro ed espelle un elettrone; la frequenza determina l’energia e l’intensità il numero di eventi. 1 occorrenze · 1 articoli
- Un fotone con energia hν superiore alla funzione lavoro viene assorbito ed espelle un elettrone, generando un segnale misurabile. 1 occorrenze · 1 articoli
- Un fotone trasferisce un quanto di energia; se supera la funzione lavoro, l’elettrone viene emesso. 1 occorrenze · 1 articoli
- Un piccolo foro intrappola la radiazione nella cavità; spettrometri e radiometri misurano e calibrano la radianza in funzione della temperatura. 1 occorrenze · 1 articoli
- ℏ collega azione e fase nelle relazioni E=ℏω e p=ℏk, nei commutatori, nell’indeterminazione e nel momento angolare. 1 occorrenze · 1 articoli
Dove
17- In una cella fotoelettrica da laboratorio con elettrodi, sorgente luminosa, voltmetro e amperometro. 1 occorrenze · 1 articoli
- Negli esperimenti di corpo nero, nelle cavità radianti e nelle applicazioni astrofisiche e metrologiche 1 occorrenze · 1 articoli
- Negli studi sulla radiazione di corpo nero e nei laboratori che fondarono la nascente fisica quantistica 1 occorrenze · 1 articoli
- Nei laboratori di fisica della radiazione e della materia e nel dominio microscopico 1 occorrenze · 1 articoli
- Nei laboratori di radiazione termica, spettroscopia, fotoeffetto e diffrazione e nei sistemi microscopici 1 occorrenze · 1 articoli
- Nei laboratori di spettroscopia, radiazione e fisica quantistica e nei sistemi microscopici 1 occorrenze · 1 articoli
- Nei laboratori di spettroscopia e fisica atomica e nei regimi microscopici della materia 1 occorrenze · 1 articoli
- Nei laboratori di termometria e radiometria, con applicazioni al Sole, alla termografia e agli standard di misura. 1 occorrenze · 1 articoli
- Nei laboratori quantistici, dagli esperimenti Stern-Gerlach e a doppia fenditura ai dispositivi criogenici 1 occorrenze · 1 articoli
- Nei sistemi microscopici, negli esperimenti quantistici e nelle applicazioni di metrologia, chimica ed elettronica. 1 occorrenze · 1 articoli
- Nel dominio microscopico, nei laboratori di spettroscopia e nella fisica della materia 1 occorrenze · 1 articoli
- Nella radiazione termica, nell’effetto fotoelettrico, negli atomi, negli spettri e nella teoria quantistica. 1 occorrenze · 1 articoli
- Nelle cavità di corpo nero e, per estensione, in sorgenti termiche e modi vibrazionali dei solidi. 1 occorrenze · 1 articoli
- Sulla superficie di metalli e nei rivelatori fotoelettrici di laboratorio. 1 occorrenze · 1 articoli
- Sulle superfici metalliche illuminate e negli apparati fotoelettrici. 1 occorrenze · 1 articoli
- Su superfici metalliche illuminate in apparati fotoelettrici controllati. 1 occorrenze · 1 articoli
- Su superfici metalliche illuminate in esperimenti fotoelettrici controllati. 1 occorrenze · 1 articoli
Quando
17- Alla fine dell’Ottocento e nel 1900, davanti alla divergenza prevista alle alte frequenze 1 occorrenze · 1 articoli
- A temperatura fissata, soprattutto alle alte frequenze, dove il costo hν supera la scala termica kT. 1 occorrenze · 1 articoli
- Dal 1900 con Planck, 1905 con Einstein, 1913 con Bohr e 1925-1927 con la formulazione della meccanica quantistica. 1 occorrenze · 1 articoli
- Dalla legge proposta da Einstein nel 1905 alla verifica quantitativa di Millikan pubblicata nel 1916. 1 occorrenze · 1 articoli
- In equilibrio termico; dalla legge di Planck del 1900 fino alla moderna definizione metrologica di h. 1 occorrenze · 1 articoli
- Negli esperimenti che fondarono la meccanica quantistica all’inizio del Novecento. 1 occorrenze · 1 articoli
- Ogni volta che una proprietà microscopica viene resa misurabile mediante un apparato definito 1 occorrenze · 1 articoli
- Quando hν raggiunge o supera la funzione lavoro; sotto soglia, più intensità non provoca l’emissione ordinaria. 1 occorrenze · 1 articoli
- Quando la frequenza della luce supera la soglia del materiale; il modello fu proposto da Einstein nel 1905 e verificato da Millikan. 1 occorrenze · 1 articoli
- Quando la luce raggiunge la frequenza di soglia propria del materiale, indipendentemente dalla sola intensità. 1 occorrenze · 1 articoli
- Quando l’azione caratteristica è confrontabile con ℏ; per azioni molto maggiori emerge il limite classico. 1 occorrenze · 1 articoli
- Tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento, durante la crisi e la riformulazione della fisica classica 1 occorrenze · 1 articoli
- Tra la fine dell’Ottocento e il 1900-1901, quando i dati smentirono la descrizione classica continua 1 occorrenze · 1 articoli
- Tra la fine dell’Ottocento e il 1927, da Planck ed Einstein alla formulazione della meccanica quantistica 1 occorrenze · 1 articoli
- Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, durante la crisi della fisica classica 1 occorrenze · 1 articoli
- Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando anomalie indipendenti convergono 1 occorrenze · 1 articoli
- Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, durante la crisi del paradigma classico 1 occorrenze · 1 articoli
Perché
17- Perché continuità e determinismo classici non spiegavano i dati e richiedevano una nuova descrizione quantistica 1 occorrenze · 1 articoli
- Perché la discrezione necessaria in fenomeni indipendenti mostrò che il quanto era un principio fisico generale, non un espediente locale. 1 occorrenze · 1 articoli
- Perché la misura non è lettura passiva: le condizioni sperimentali determinano quali esiti possano essere registrati 1 occorrenze · 1 articoli
- Perché le categorie classiche producono risultati qualitativamente errati e richiedono una struttura quantistica 1 occorrenze · 1 articoli
- Perché soglia e dipendenza dalla frequenza falsificarono il trasferimento energetico puramente continuo previsto dall’onda classica. 1 occorrenze · 1 articoli
- Per definire la scala fisica della non-classicità e comprendere quando il formalismo classico non è più sufficiente. 1 occorrenze · 1 articoli
- Per delimitare il dominio della fisica classica e spiegare soglie, livelli e scambi energetici discreti 1 occorrenze · 1 articoli
- Per distinguere energia e intensità e dimostrare il carattere quantizzato dello scambio luce-materia. 1 occorrenze · 1 articoli
- Per distinguere modi possibili e stati realmente popolati e spiegare perché lo spettro non diverge nell’ultravioletto. 1 occorrenze · 1 articoli
- Per eliminare la previsione di energia infinita e spiegare lo spettro finito osservato 1 occorrenze · 1 articoli
- Per misurare l’energia del singolo quanto e falsificare la previsione classica di uno scambio energetico continuo. 1 occorrenze · 1 articoli
- Per mostrare che la fisica classica resta efficace nel suo dominio ma non è universale e richiede una nuova architettura quantistica 1 occorrenze · 1 articoli
- Per mostrare che l’interazione luce-materia richiede scambi energetici discreti e supera la descrizione ondulatoria classica. 1 occorrenze · 1 articoli
- Per ottenere uno standard universale dello spettro termico, imporre la quantizzazione e calibrare misure riproducibili. 1 occorrenze · 1 articoli
- Per spiegare lo spettro termico finito e porre un limite verificabile alla continuità dell’energia 1 occorrenze · 1 articoli
- Per spiegare soglia ed energia dei fotoelettroni, incompatibili con un trasferimento energetico puramente continuo. 1 occorrenze · 1 articoli
- Per stabilire dove il continuo resta una buona approssimazione e dove soglie e livelli richiedono la quantizzazione 1 occorrenze · 1 articoli